La cicerchia o pisello d’India

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Ho conosciuto questo legume antichissimo, noto già in Mesopotamia 8.000 anni fa, di forma tonda e di colore chiaro, all’età di sette anni durante una vacanza a Lipari a casa dei miei nonni materni.

Un giorno a pranzo mia nonna mi presentò il riso con la cicerchia, la cui forma e il cui profumo mi catturarono immediatamente. Non ero una bambina diffidente per quanto riguardava il cibo. Infatti, appena li assaggiai, quelle palline molto gustose divennero il mio legume preferito, tanto che dissi a mia nonna che avrei voluto riso e cicerchie anche per il pranzo del giorno successivo, con sua grande soddisfazione. Mia nonna ripeteva sempre a noi nipoti che dovevamo mangiare i legumi più volte a settimana, “perché fanno bene alla salute”, anche se non aveva studiato nutrizione. E oggi i suoi saggi insegnamenti, in fatto alimentare, li ritrovo sui libri.

La cicerchia, il cui nome scientifico è Latyrus sativus, è un legume diffuso in Asia, africa ed Europa. In Italia si trova diffusamente nelle Marche, in Molise, nel Lazio, in Umbria e in Puglia, dove ha avuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare tradizionale italiano, mentre nelle altre regioni è piuttosto raro.

Come tutti i legumi, esso contiene vitamine del gruppo B, calcio, fosforo, sali minerali, polifenoli, fibre, ma rispetto agli altri è particolarmente ricco di proteine e amido, e ha uno scarso contenuto in grassi. Il suo consumo è consigliato sia ai ragazzi che agli anziani, nei disturbi da affaticamento cerebrale e nei disturbi di memoria. Il suo odore, da crudo, ricorda quello del pisello, mentre il suo sapore è misto tra fava e pisello.

Gli anziani contadini erano ghiotti di cicerchia e la consideravano un alimento importante per il faticoso lavoro dei campi, perché ricca di ferro. Il Latyrus sativus è una leguminosa molto resistente anche alla mancanza di acqua che le conferisce un sapore farinoso e gradevole. Viene seminata in gennaio e raccolta in luglio-agosto.

Con l’abbandono della campagna, la cicerchia ha rischiato l’estinzione e oggi se ne contano circa venti specie. Il suo unico neo è rappresentato dalla presenza di una neurotossina, sotto forma di un amminoacido chiamato Odap, che può causare il neurolatrismo, una malattia che provoca paralisi. Ma, potete stare tranquilli perché per ammalarsi bisogna ingerire grandi quantità di cicerchia!

E’ un legume che si trova tutto l’anno ed è anche facile da cucinare: basta tenerla in ammollo per 8-12 ore in acqua e bicarbonato, poi sciacquarla e cuocerla per circa quaranta minuti, salandola a metà cottura. E’ un prodotto molto versatile, infatti si può mangiare a zuppa con la pasta o il pane raffermo o come contorno di altri piatti. Inoltre con la sua farina si possono preparare maltagliati, pappardelle e anche la polenta.  Quindi sono tante le ricette gustose e, qui di seguito, ve ne fornisco alcune.

Leggi le ricette

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