Alimentazione pediatrica: l’importanza di prevenire l’obesità infantile

bambini-veganiSecondo dati resi noti dal Ministero della Salute,  anche in Italia, come in tutto il mondo industrializzato, complici la crescente ricchezza e la scarsa educazione alimentare della popolazione, il numero di bambini con seri problemi di sovrappeso  negli ultimi decenni  è aumentato costantemente, sino a raddoppiare, praticamente, negli ultimi vent’anni. [1]

In Italia ogni cento bambini della terza classe elementare, 24 sono in sovrappeso e 12 obesi [2].

Secondo stime frutto del progetto “Okkio alla salute[3], sarebbero oltre un milione i bambini tra i sei e gli undici anni con problemi di obesità e sovrappeso: più di un bambino su tre.

L’obesità infantile è il risultato di un bilancio energetico positivo prolungato nel tempo. In altri termini si assumono per molto tempo più calorie di quante se ne consumano.

Si parla di soprappeso quando il peso di un bambino supera del 10-20% il peso ideale (in base al sesso e all’altezza);  di obesità se lo supera del 20%. I bambini il cui peso supera del 40% i valori normali vengono definiti super-obesi.

Le cause dell’obesità infantile possono essere diverse:

  • scarsa educazione alimentare,
  • predisposizione genetica,
  • stile di vita (spesso troppo sedentario),
  • ambiente familiare
  • condizioni socioeconomiche.

La convinzione che un bambino sia grasso perché “mangia troppo” è però superficiale e spesso falsa. Più frequentemente capita, invece, che i bambini  preferiscano cibi molto calorici, ricchi di zuccheri e grassi, associati a bevande dolci: dunque non è sempre vero che mangiano molto, ma spesso mangiano male.

Occorre inoltre aver presente che un’iperalimentazione nei primi due anni di vita oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose, determina anche un aumento del loro numero.

I bambini cicciottelli, pertanto, da adulti avranno una maggiore predisposizione all’obesità ed una difficoltà a calare di peso o a mantenerlo nei limiti, perché pur potendo ridurre le dimensioni delle cellule adipose, non potranno eliminarle. Consentire che un bambino mangi male, quindi, può significare anche condannarlo a una vita di sacrifici e diete. Intervenire durante l’età evolutiva è, pertanto, di fondamentale importanza.

Contemporaneamente è  indispensabile assecondare la  naturale predisposizione dei bambini a  praticare attività fisiche e sportive (uso della bicicletta, corsa podistica, gioco del calcio), specie all’aria aperta.  E’ essenziale, cioè, che il gioco sportivo, particolarmente in compagnia dei coetanei, divenga per il bambino un’attività quotidiana che lo impegni e lo allontani dalle attività sedentarie introverse e asociali (televisione, giochi solitari davanti allo schermo del computer o altri sterili dialoghi con aggeggi elettronici).

Il ruolo dei genitori diventa pertanto essenziale, infatti sono proprio loro a dover dare il buon esempio e garantire un ambiente di crescita  sano. Se questo non dovesse essere sufficiente diventa opportuno richiedere l’intervento di medici, nutrizionisti e psicologi specializzati.

[1] Il Ministero della Salute rispetto a tali problematiche ha promosso una serie di iniziative per l’ attuazione del Programma Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari, nell’ambito del Progetto Nazionale di Promozione dell’Attività Motoria (PNPAM), promosso e finanziato dal Ministero della Salute e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù sui temi dell’attività fisica, la sana alimentazione e/o di una loro integrazione.

[2] I dati sono del Ministero della Salute.

[3] Si tratta di un’indagine condotta nelle scuole italiane dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e coordinata dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, 18 Regioni italiane e con la partecipazione dell’Istituto nazionale di ricerca e nutrizione.

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